Tess dei d’Uberville di Thomas Hardy

Recensione

Tess dei d'Uberville

Titolo: Tess dei d’Uberville

Autrice: Thomas Hardy    Traduttore: G.Aldi Pompilii

Editore: BUR biblioteca Universale Rizzoli

Genere: Romanzo

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Cartaceo 

 

Perché leggere un classico? Nel mio caso perché rileggerlo a distanza di 30 anni e più?

Personalmente leggo i classici, almeno un paio al mese, perché sono il fondamento dello scrivere bene e sono storici in fondo, che io adoro.

Ho cominciato a rileggere solo quelli che sono stati le fondamenta del mio amore per la lettura e per la scrittura, come i romanzi di Hardy.

Voglio capire quanto di quello che amo leggere e che scrivo, sia stato influenzato dagli scrittori che ho incontrato nei primi momenti della mia esistenza da lettrice.

Thomas Hardy è stato uno dei miei grandi amori giovanili. Il suo amore per le descrizioni, la sua capacità narrativa, i suoi personaggi femminili così forti, nonostante il mondo sia violento con loro, mi hanno ispirata subito.

Il primo romanzo incontrato e letto in lingua originale, per i miei studi universitari, è stato Tess d’Uberville, che ricordo di avere divorato e amato tantissimo, per la capacità che ha Hardy di descrivere con poche pennellate il paesaggio e i personaggi che lo vivono, ciò che in quel momento provano:

«Era una splendida serata di settembre, poco prima del tramonto, quando la luce gialla si infiltra nelle ombre turchine con linee sottili come capelli e l’atmosfera stessa assume una prospettiva senza l’aiuto di forme solide, all’infuori degli innumerevoli insetti che volano in essa, danzando.»

La figura di Tess è della sua maestosa grandezza, nel suo comprendere senza dubbi la sua storia e le storture del mondo in cui vive. Lei sa già ciò che le distruggerà l’esistenza, ciò che le rovinerà la vita. Conosce la realtà e si vorrebbe proteggere, ma nessuno l’aiuta in questo. Sola allo sbaraglio, come quando vaga, abbandonata tra le campagne e i boschi. Lei vede il suo destino e lo accetterebbe se non fosse per l’intervento degli altri, che entrano come uragani nel suo vuoto di vita, che è un porto sicuro, e devastano il suo presente, il suo futuro. Un’eroina tragica, ma che combatte, non si abbandona, non smette mai di sperare, che davanti al dolore più grande, che è quello di perdere un figlio, riesce a scavarsi uno spazio nella buca della morte, per vedere il cielo.

Quanto amore di Hardy per lei, quanta tenerezza e quale rudezza nel descrivere il suo animo buono, la sua bellezza deturpata dall’incuria degli altri, dalla loro malvagità. Nessuno è buono con lei, neanche la natura.

 «Un giorno piovoso era espressione di inconsolabile dolore per la sua debolezza da parte di un vago essere etico che lei non riusciva a classificare con precisione, né come il Dio della sua fanciullezza, né come alcun altro essere.»

Nessuna via di scampo per lei. La sua figura si erge enorme tra tutte le altre, così vuote ed esempio di pochezza. La madre, le amiche, gli uomini che dicono di amarla.

Tess è una delle eroine che ha ispirato le mie “eroine del quotidiano”, la mia Cecilia di l’ “Amore brucia come zolfo” ad esempio.

Nel romanzo Hardy dissemina parole che già fanno presagire il dolore, la sofferenza, la vita infelice e gli accadimenti funesti dei quali Tess sarà vittima. L’uso sapiente si parole come “malinconia”, “ inspiegabile tristezza”, “ansia”, “scoramento” , “lieve angoscia” o l’immagine della “stella marcia” su cui Tess e la sua famiglia si trovano, sin dall’inizio del romanzo e  mettono in attesa il lettore, che sa che per Tess non c’è nessuna possibilità di vivere sulla stella giusta.

 Le figure maschili spariscono: sono ubriaconi, come il padre, violenti come il suo stupratore, bigotti e incapaci di andare al di là dei pregiudizi, come Angel, che pure le ha giurato amore e che insieme agli altri decreta la sua rovina. Tess è una titana, pura, libera da pregiudizi, con la mente aperta, capace di giudizi che sanno liberarsi  del pregiudizio, ne riconoscono la falsità. Proprio per questo è destinata a morire.

Chi vuole imparare a narrare davvero e chi vuole avere un parametro di giudizio su cosa sia un bel libro, deve sicuramente avere tra le sue letture Tess d’Uberville.

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