Romanzi storici: profumo di Nepeta

Storie in scatola

Racconti dal passato di famiglie coraggiose

Un romanzo storico è un’opera narrativa ambientata nel passato, che ricostruisce le usanze, l’atmosfera e le condizioni sociali del tempo per farle rivivere nella mente del lettore. I personaggi, così come i luoghi, possono essere realmente esistiti o di pura invenzione dello scrittore.
Io sono molto legata al romanzo storico, è il genere che prediligo sia quando scrivo che quando leggo e oggi ti parlerò di “Profumo di Nepeta” di Aurora Pagano.

Ecco la seconda parte della mia recensione. Leggila subito!

Nella prima parte ti ho parlato di Eugenio e Francesca, i due giovani che vorrebbero cambiare le cose nella gretta e misera realtà calabrese degli anni 20. Il romanzo continua con la storia di Francesca, la matriarca fiera e caritatevole che cresce da sola due figlie: Netta, madre dei due giovani del prologo, e Linuzza. Il marito di Francesca, Pasquale è partito per l’America a faticare come uno schiavo facendo lavori durissimi, vive miseramente pur di mandare i soldi a casa e fare studiare le figlie. Nei rari momenti in cui si riuniscono, dopo anni di lontananza, la vita è felice e piena di promesse. Francesca lavora tantissimo per mandare avanti la famiglia ma non riesce ad evitare che Linuzza sposi un uomo violento e a liberarla dal suo giogo. Aiuta tutti e non ha paura delle malattie, conosce il potere terapeutico delle erbe e la sua fede totale in Dio e nei santi la sostiene nel suo cammino.

“Raccoglievano la violetta malva “che da ogni male ti salva” e la nepeta dal persistente aroma pungente e dai delicati fiori azzurri “che dà energia e coraggio e se la odori vedi la Madonna quando muori.” “Quella miracolosa si raccoglie il venerdì santo” puntualizzava Francesca. “E che miracoli fa?” chiedeva curiosa Linù. La conserviamo nella cassetta. La sera ne mettiamo un mazzetto nell’acqua e la lasciamo al sereno della notte. Eh, da quando siete nate ve ne ho fatto bere… e anche a te, quando torni dall’America e quando te ne vai, per farti stare bene in mezzo al mare.”

Francesca è una donna forte e coraggiosa, focosa, ardita e intelligente che agisce da uomo in un mondo dove le donne non contano nulla, subiscono violenze inaudite e sono assoggettate a uomini inetti e aggressivi. Lei ha il marito lontano e deve difendere le sue figlie come una fiera, capace di tutto pur di proteggerle e dare loro una vita migliore. La cosa che più stupisce è la sua potenza, la sua forza: la segui con curiosità, la vedi combattere e affrontare le difficoltà con determinazione e gioisci per le sue vittorie. Alla fine della storia viene voglia di ricominciare a leggere e questo davvero mi succede di rado.

La scrittura è fluida, semplice, a tratti lirica, amica nell’uso dei termini. I personaggi hanno tratti ben delineati, riconoscibili e tridimensionali. La loro psicologia, le loro emozioni e i sentimenti sono descritti con perizia e attenzione precisa. Ti affezioni, partecipi ai loro drammi alle loro semplici gioie tanto che diventano parte di te.
Le donne, anello debole di una società maschilista e irrispettosa, sono possenti giganti. I dialettismi non intralciano la lettura, ma la coronano, la rendono più viva, più vera.

Reputo questo un romanzo di così grande valore tanto da esserne quasi turbati, ma sicuramente non indifferenti, entra dentro come il profumo di nepeta, che calma e tranquillizza.

Ho trovato grande affinità con la scrittrice, che non conosco, ma che invece mi piacerebbe incontrare: il suo modo di descrivere le donne incontra la mia visione di donne che cambiano il mondo con la forza del loro modo materno di affrontare la vita.

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