Romanzi storici italiani: profumo di Nepeta

Storie in scatola

Racconti dal passato di famiglie coraggiose

Un romanzo storico è un’opera narrativa ambientata nel passato, che ricostruisce le usanze, l’atmosfera e le condizioni sociali del tempo per farle rivivere nella mente del lettore. I personaggi, così come i luoghi, possono essere realmente esistiti o di pura invenzione dello scrittore.
Io sono molto legata al romanzo storico, è il genere che prediligo sia quando scrivo che quando leggo e oggi ti parlerò di “Profumo di Nepeta” di Aurora Pagano.

Ecco la prima parte della mia recensione, domani pubblicherò la seconda.

Ho scelto di leggere questo libro perché la copertina mi ha subito fatto capire che si trattava di un romanzo storico ambientato nel periodo che amo di più, gli inizi del ‘900. Il titolo poi era intrigante, cosa è la nepeta? E il suo profumo che potere ha? Così ho cominciato a leggere, curiosa, avida e l’ho letto d’un fiato, non sono riuscita a smettere fino alla fine.
La storia è ambientata in un paesino della Sila in Calabria dagli anni 20 del ‘900 agli anni del secondo dopoguerra. Si apre con un’anticipazione di quello che sarà la fine della storia e presenta i personaggi che si impareranno a conoscere e ad amare man mano che si dipana la trama. Il romanzo inizia con l’immagine di due giovani, Eugenio e Francesca, che vogliono essere chiave di cambiamento per la loro terra misera e abbandonata dove il potere politico è in mano a chi fa i propri interessi e basa la vita civile sul clientelismo, sulle violenze e sulla disparità, una terra in cui i potenti sono sempre più potenti e ricchi e i poveri sempre più miseri. I due giovani sono la novità, e Francesca è “quanto meno libertina” come la definisce il suo violentatore che lei per prima ha deciso di denunciare e far condannare: lo affronta senza timore Francesca, dandogli una lezione di forza e nobiltà d’animo che la rende santa agli occhi di tutti.

“Tu credi di avermi rovinata, invece hai lacerato solo un piccolo pezzo di corpo, che non vale neanche troppo, almeno per me. Una mano, un piede, un occhio sarebbe stato peggio. Invece mi hai dato una grande opportunità: potrò andare a testa alta a testimoniare fino a che punto arriva chi non vede nell’altro una creatura di Dio. Ma un piacere te l’ho fatto anch’io. In una piccola cella starai fuori dal mondo, così potrai guardare meglio dentro di te. Tutti possono diventare migliori.”

Il paesaggio, le tradizioni, la cultura popolare, le usanze, compresa l’arte culinaria di vecchie ricette, vengono introdotte nella narrazione e l’arricchiscono creando un cornice storica precisa che ti porta a vivere immersi in quella realtà come quando si guarda un film. Le descrizioni dei paesaggi hanno a volte toni elegiaci di antico sapore pastorale, liriche che rendono con vividezza filmica visibile quel mondo.

“Ma per qualcuno che andava, altri si raccolsero fino a stipare la piazza di santa Barbara, rinfrescata dai graffi del vento che scendeva dalle montagne e illuminata dai due lampioni che si facevano più brillanti man mano che il cielo virava dal cinerino al blu e il crepuscolo diventava tenebra.”

Ti è piaciuta la mia recensione?
Questa è solo la prima parte, pubblicherò la seconda domani!

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