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Descrizione

Genere: romanzo di genere con cornice

È un romanzo con cornice che ha quale tema conduttore le esperienze e le vite di donne che hanno affrontato il male di vivere trovando risposte sempre dirompenti e nuove alle sofferenze che sono state chiamate ad affrontare.

Storie di donne e di uomini, compresa quella della protagonista che trattiene i fili delle storie e le armonizza.

Irene è una parrucchiera non per scelta sua, avrebbe voluto essere una scrittrice e ha anche creduto e coltivato il suo sogno, pensando di poterlo realizzare nella realtà, fino a che, subita la scelta, ha affrontato il silenzio di sé.

La sua sensibilità sfiora le vite delle donne che si siedono nel suo salone da parrucchiera e le frequenta, le vive, le studia, entra nelle loro esistenze e le racconta, perché niente ha piegato la sua necessità di narrare, neanche quel mestiere non desiderato.

Voce alle donne da una donna che le rappresenta nella visione del mondo che le vede frivole, dedite al superfluo, fragili.

Certe storie si sono infiltrate nella sua, l’hanno cambiata e sono seme di cambiamento in ogni vita che le incontra.

Sconvolgenti nella crudezza, nella devastazione che esse narrano, quelle vite sono monito, guida, voce per tutte l’umanità, sono luce ed esempio di titanica forza, mostrano le soluzioni inattese, ma possibili, le risposte che possono essere l’alternativa al conosciuto.

Accanto a queste donne, con il loro fardello di vita difficile e sofferente ci sono uomini che ne aumentano lo splendore, lo amplificano come casse di risonanza, ne condividono il cammino nuovo e altri che lo ostacolano, che distruggono, minano, rompono, piegano, ma non spezzano, che inceneriscono perché risorgano.

Intorno a loro ci sono altre donne che sostengono, condividono rendendo più facile il riscatto dalla sofferenza, ma ci sono anche quelle che hanno ceduto, schiacciate, vilipese perché sole e sono vinte, mucchio di cenere spenta che non illumina più il buio di nessuna vita.

Irene le presenta una ad una perché le conosce tutte, le introduce parlando si sé, della sua personale visione del reale, che si costruisce con l’esperienza che fa di ognuna di loro.

Gli stili narrativi sono diversi, come diverse sono le storie, a volte la prima persona e il fluire filmico di ciò che avviene, a volte un narratore esterno che conosce, che sa e racconta perché ancora non c’è la forza di trasformare il vissuto in parole.

Le storie sono tutte vere, di donne che esistono o sono esistite nel reale, vite con un nome che si possono incontrare e conoscere solo se si è attenti e pronti a vederle, ad ascoltarle. Vite del quotidiano di ognuno, che tutti possono incontrare in ogni realtà o che sono state alla ribalta della storia vera, patrimonio di conoscenza di tutti.

Le storie sono quelle di donne che perdono la vita perché un’altra si salvi, di donne che accettano la diversità e non accettano alcun pregiudizio, che amano oltre ogni limite, che mettono la loro esistenza al servizio degli altri, che hanno una risposta nuova, un’epifania che consegna parole non udite e non dette alle diverse situazioni della vita, che trasformano il dolore e la paura in una nuova vita da vivere; donne che condividono, spezzano il pane e portano fardelli insieme ad altre e altri perché siano più sopportabili; donne coraggiose, che si ergono oltre ciò che è scontato, eroine del qui e dell’ora, che non si arrendono e che osano cambiare le cose, spezzare i cerchi e indicare nuove vie.

Vasi di vetro tra quelli di cristallo che a volte vanno in frantumi, ma poi, nel crogiuolo della sofferenza si fondono e rinascono come fulgide Arabe fenici.

Ventuno storie più quella di Irene, che alla fine, anche lei, è ciò che vuole essere, ciò che ha desiderato essere contro ogni possibile aspettativa.