Lucia Maria Collerone racconta: il romanzo rosa

creare un libro

Pensieri a matita

Il mondo visto attraverso i miei occhi

I romanzi rosa sono spesso sminuiti, bistrattati, considerati bassa letteratura, ma da ragazzina ne ho letti centinaia e ancora oggi mi piacciono.
Mi piace il loro lieto fine, non pretendono particolari sforzi intellettuali e per questo mi rilasso quando li leggo.
Scopri da dove è nata la passione per i romanzi rosa e cosa ne penso oggi.

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Adoro i romanzi rosa, che ci posso fare, mi piacciono perché finiscono bene, sono intrisi di bei sentimenti, non pretendono grandi arzigogolamenti cerebrali e mi rilassano. Possono anche trattare tematiche dure, ma lo fanno senza essere pesanti. Quando ero ragazzina andavo a casa di mia zia e lei era una lettrice di Grandhotel e di tanti altri fotoromanzi. Mi sono innamorata di Massimo Ciavarro, Luc Merenda, Franco Dani e ho sognato di essere come Ornella Muti, Barbara De Rossi e di vivere amori travolgenti e romantici. Mia zia aveva inoltre una ragguardevole collezione di Harmony, mamma mia quanti ne ho letti! a montagne, li divoravo e mi piacevano.
Quando ho cominciato a scrivere mi sono resa conto che raccontare storie d’amore mi veniva naturale. Ho voluto approfondire la conoscenza su tale genere letterario e ho acquistato molti saggi, tra questi c’era “Rosa: la letteratura del divertimento amoroso” di Michele Rak edizione Donzelli  che ho trovato interessante e consiglio a chi vuole approfondire il genere. Il romanzo rosa può diventare un’opera di grande pregio, dipende da cosa si narra e come lo si narra o può solo essere il sollazzo di una sera, un fotoromanzo senza immagini solo di parole. A me piace l’idea di un romanzo d’amore che ti lasci senza fiato, ti faccia riflettere, ti cambi e di tenga avvinto.

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