Per la rubrica #Lacercatricediperleletterarie, il libro che voglio farvi conoscere non è quello di un esordiente, ma di un “esordiente” che ce l’ha fatta e ha pubblicato il suo ultimo romanzo con la casa editrice La nave di Teseo. Dopo un poco di gavetta con romanzi pubblicati da piccole realtà editoriali e un blog letterario diventato uno dei più importanti in Italia “Letteratitudine” Massimo Maugeri fa il grande salto e entra nel mondo dei VIP letterari con un romanzo che dimostra come esistono perle letterarie sconosciute che nascoste nel grande mare della scrittura italiana, vengono riconosciute e mostrate a tutti come gioielli.

COSA NE PENSO

Titolo: Cetti Curfino

Autrice: MassimoMaugeri

Genere: romanzo

Editore: La nave di Teseo edizioni

Anno di pubblicazione: 2018

Cetti Curfino ha quarant’anni ed è una delle poche donne finite in carcere per omicidio. Una donna bella e ferina che è rimasta vedova del suo Cesco, morto cadendo da una impalcatura, senza protezioni, e lavorando in nero. Cetti ha un figlio, Seby che ha preso una mala strada e che è la sua ragione di vita e di morte. La sua storia è salita alla ribalta della cronaca anche grazie ad una lettera che Cetti ha scritto per spiegare la sua vicenda. Andrea Coriano, un giovane con il sogno di fare il giornalista e la necessità di barcamenarsi in una vita che non asseconda i sogni, ma li ammansisce e ti propina una realtà senza voli pindarici, vuole scrivere un libro su Cetti e la va a trovare in carcere…

La storia di Cetti Curfino è una storia di una forte potenza. Nella sua vicenda si intrecciano molte tematiche: la povertà, la corruzione politica, la questione meridionale, la violenza sulle donne tematiche che fanno drizzare i capelli in testa e che mostrano il fianco di una società che non sa proteggere i più deboli. Cetti è una donna in quel mondo, quindi anello debole che deve affrontare una realtà crudele e irrispettosa dell’umanità. Cetti è una titana ,la sua forza si erge al di sopra di ogni scelta che fa. Lei, in verità, non può scegliere e tutto ciò che sceglie di fare, lo fa perchè ama suo figlio e vuole salvarlo. Quello è lo scopo di ogni accettazione, anche di cose che mai lei avrebbe accettato. Dall’altra parte ci sono sempre uomini che vogliono approfittare di lei, che desiderano farle violenza e portarle via tutto, anche la forza di vivere. Solo pochi uomini entrano nella sua esistenza per prendersene cura: il suo Cesco, Andrea e l’amico di famiglia che tenta di esserle d’aiuto dopo la morte del marito. Questi uomini sono anelli deboli come lei e non reggono il peso della sofferenza, il cappio della vita e lei resta sola. Nella sua vita da carcerata, una donna entra in empatia con lei, se ne prende cura ed è la secondina, che non ha figli , ma sa come soffre il cuore di una donna, sa quali soprusi deve patire e allora capisce e protegge Cetti.

Cetti domina la scena del romano con la sua forza, la sua instancabile volontà di sopravvivere e cambiare le cose, con quella nota ironica sottile che destabilizza il reale e lo rende innocuo, difronte alla sua grandezza.

Una scrittura fluida, elegante, studiata e il dialetto che segue la storia, caratterizza il personaggio di Cetti e lo rende ancora più riconoscibile, ancora più vero, così come rende più cruda la narrazione, più reale.

Ho audio ascoltato il libro su Audible, ma sarà uno di quelli che comprerò in cartaceo perché non può mancare nella mia libreria. Mi ha fatto riflettere, soffrire e mi ha mostrato quanto la volontà di una donna possa davvero sopravvivere ad ogni sofferenza, prima per amore di qualcuno, poi par amore di se stessa.

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