come si scrive un libro

come scrivere un libro

Il boa visto da dentro

Guida pratica per aspiranti scrittori che non si arrenderanno mai

Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato Storie vissute della natura, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un boa nell’atto di inghiottire un animale. […]
C’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono più a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”.
Meditai a lungo sulle avventure della jungla. E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno. […] Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava. Ma mi risposero: «Spaventare? Perché mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?».
Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante.
Affinché vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa. Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.[…] Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica. Fu cosi’ che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore.

Era da molto che volevo parlare di scrittura, scrittura da tutti i punti di vista, scrittura a 360°.
Avrei potuto raccontarvi dei grandi classici, avrei potuto citare noiose figure retoriche o, addirittura, tediarvi con lunghi monologhi sull’utilizzo della punteggiatura.
Tranquillo! Non ho nessuna intenzione di farlo. Ho pensato, invece, di raccontarvi come si scrive dal mio personalissimo punto di vista.

Veniamo al dunque: perché Il boa visto da dentro? Perché utilizzare un nome cosi bizzarro per questa nuova rubrica?
Sono certa che molti di voi non avranno bisogno di questa spiegazione ma per quelli con la memoria più arrugginita…

Il brano che hai letto sopra – tratto da Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry – racconta le prime vicissitudini del giovane protagonista, il quale, dopo aver letto un libro, inizia a disegnare ciò che immagina.
Ovviamente per i grandi questi disegni non sono altro che degli stupidi passatempi che, a lungo andare, lo distrarranno dalle cosa veramente importanti.
Ed ecco il punto: quante volte ti hanno detto che scrivere non porta a nulla? Quante volte avresti voluto mollare? Questa rubrica vuole vuole darti la possibilità di riprovare a sognare.

Finalmente ti ho spiegato il motivo di questo strano nome, adesso non devi fare altro che leggere i miei articoli e seguirmi lungo questo viaggio.

Se hai delle domande da farmi scrivi tra i commenti, ti risponderò subito.
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1 commento

  • Michele Giambra1 anno fa

    Ciao Lucia è bello leggere la tua vita, è come leggere un romanzo. Grazie

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