come scrivere un libro: la copertina

come si pubblica un libro

Il boa visto da dentro

Guida pratica per aspiranti scrittori che non si arrenderanno mai

Dopo la scrittura, la costruzione della storia, i personaggi, le mille revisioni, dopo aver superato le critiche e le correzioni di amici e familiari ed aver riletto così tante volte da non poterne più, arriva la scelta della copertina del tuo libro. Quella che sarà la “facciata” della tua opera, con la quale i lettori si rapporteranno, non può di certo essere lasciata al caso! Ti racconto la mia esperienza…

Benvenuto! Questo è l’ultimo step della rubrica in cui parlo di scrittura a 360°.

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L’ultimo passaggio della pubblicazione di un libro è la creazione della copertina. Per farlo mi affido alla mia agenzia di marketing perché so quanto sia importante l’impatto sul potenziale lettore che può avere la copertina.

Anche per me, da lettrice, la copertina ha un ruolo importante e mi piace semplice, minimalista e lineare, con colori nitidi e netti. Una copertina deve suggerire ed essere suggestiva, deve incuriosire e raccontarti qualcosa.

Quando arriva il momento di costruirla mi piace che mi si chieda cosa vorrei ci fosse, cerco cosa mi piace o non mi piace e non mi limito nel dire ciò che penso, sono drammaticamente sincera, ma poi lascio libero l’artista e il professionista delle immagini.

Il mio primo romanzo “Lungo il cammino” che vinse il premio Cimitile nel 2003, vinse anche l’edizione in cartaceo da parte della casa editrice Guida di Napoli che scelse la copertina del libro senza chiedermi niente e che a me non piaceva per nulla, non la reputavo in alcun modo rappresentativa della storia narrata.

Lo stesso mi è successo con la prima edizione del romanzo “200 giorni” con la casa editrice Arethusa. La copertina ritraeva una ragazza dai capelli lisci, ma Lorena, la protagonista, ha una enorme testa riccioluta e la scelta del colore rosa non la rappresentava per nulla. Quando l’ho rieditato in self-publishing mi sono rivolta a Hooper Marketing Studio e Claudio, l’art director, ne ha fatta una perfetta.

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