come scrivere un libro: coerenza e coesione

scrivere un libro

Il boa visto da dentro

Guida pratica per aspiranti scrittori che non si arrenderanno mai

Dopo aver finito di scrivere arriva anche la parte più noiosa: rileggere, rivedere, correggere…
L’importante è che ci sia un filo logico, che lo stesso oggetto non sia descritto in due modi diversi, che non ci siano errori insomma.
Il mio problema più grande? Le virgole!
Scopri perchè, te lo spiego nel nuovo tutorial.

Benvenuto nella mia rubrica dove ogni settimana pubblicherò un nuovo articolo in cui parlerò di scrittura a 360°.
Sei pronto? Iniziamo!

Dopo aver scritto la storia è sempre necessario procedere ad un duro e seccante, ma necessario, lavoro di revisione del testo. Significa una montagna di letture e riletture per scovare errori di ogni tipo, a cominciare da quelli di battitura per continuare con quelli di grammatica che riguardano tutti gli aspetti non solo ortografici ma semantici (ad esempio sostituire ripetizioni, scegliere termini più appropriati), sintattici (coerenza tra soggetto e verbo, solo per fare un esempio) di stile con il controllo della punteggiatura (le virgole ad esempio sono una sorta di incubo per me, devo lavorarci un sacco e se poi rileggono il testo mia mamma, maestra per quaranta anni e grande lettrice o mio papà scrittore e lettore anche lui, allora ce ne trovano sempre qualcuna fuori posto o che manca!).

Ma non è finita qui, bisogna rileggere per vedere se i periodi sono lunghi, se sono confusi o disordinati e quindi, rivedere se il testo è coeso e scorrevole.

Poi bisogna controllare la coerenza del testo, stabilire con certezza che i personaggi abbiano lo stesso numero di fratelli per tutta la storia o, ancora, che i nomi di personaggi e luoghi siano mantenuti, così come i tratti fisici o il posto che occupano ad esempio in classe (penso al mio romanzo “200 giorni. La dislessia tra i banchi di scuola e la vita”) e che gli ambienti descritti abbiano per tutto il testo lo stesso aspetto descritto, il divano dove si siede il personaggio per riflettere non può essere una volta blu, una volta di pelle bianca

Naturalmente io devo prendere appunti, creare alberi genealogici, fare descrizioni, a volte disegno i luoghi dopo averli creati con le parole in modo da avere chiarezza sulla realtà-fittizia che ho creato.

Un lavoraccio davvero, stancante e davvero noioso che vorresti evitare, e qualcuno lo evita, dà tutto in mano ad un editor e ci pensa lui, a pagamento, a mettere a posto le cose, ma io preferisco fare da me il lavoro di revisione perché sono un poco gelosa della mia opera, mi sembra che se qualcuno ci mette mano, non sia più solo mia. Questo non significa che io non mi affidi ad altri per aiutarmi nel lavoro di ricerca e revisione, ma questa è un’altra storia.

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