come scrivere un libro: beta readers

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Il boa visto da dentro

Guida pratica per aspiranti scrittori che non si arrenderanno mai

I miei beta reader mi aiutano a vedere con occhio più distaccato rispetto al mio gli eventuali errori e le incongruenze di quello che ho scritto.
Quelli che temo di più però sono i miei genitori e mia sorella…leggi questo post e ti spiego perchè!

Benvenuto nella mia rubrica dove ogni settimana pubblicherò un nuovo articolo in cui parlerò di scrittura a 360°.
Sei pronto? Iniziamo!

Appena ho finito di revisionare il romanzo e lo sento pronto mi rivolgo ai miei beta reader, cioè alle prime persone alle quali chiederò di leggere la mia opera che appunto, ne leggeranno la versione “beta”. Quando consegno loro il mio romanzo chiedo che lo leggano per dirmi che ne pensano dei personaggi, dell’intreccio dello stile, del ritmo, insomma se hanno critiche da fare e suggerimenti da darmi. Non sono professionisti e il giudizio che chiedo non è quello di chi legge per mestiere, ma quello di un lettore che legge in maniere amatoriale e che so essere un grande lettore o lettrice, ma di cui riconosco anche le competenze linguistiche. So anche che conosce il genere letterario dell’opera che gli chiedo di analizzare e che sarà chiaro e crudo nel segnalarmi i problemi.

Quello che mi interessano sono diversi punti di vista che non siano il mio, troppo innamorato di ciò che ho scritto e narrato. Li vedo come dei tester, che da esperti lettori ti dicono se la storia funziona o meno.

Di solito i miei beta reader sono i miei genitori e le mie sorelle in prima battuta, e devo dire che sono proprio un bello scoglio da superare, poi mi rivolgo ad alcune amiche grandi lettrici e chiedo anche a loro di non avere peli sulla lingua. Devo dire che ascolto volentieri i consigli che mi danno e mi lascio guidare da loro. Sono disposta a lavorare sul testo e quando ho scritto “200 giorni. La dislessia sui banchi di scuola e nella vita” ho, per la prima volta, dovuto relazionarmi con un editor che aveva solo un difetto: era aggressivo e sboccato e questo mi urtava più dei suoi appunti sulla mia scrittura. Posso accettare tutto, ma senza arroganza e con molta calma.

 

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