come scrivere un libro: l’incipit

come si scrive un libro

Il boa visto da dentro

Guida pratica per aspiranti scrittori che non si arrenderanno mai

Come si scrive l’incipit di un romanzo? Come riesco a suscitare interesse già dalle prime righe?
In questo articolo ti spiego come si inizia a scrivere un libro e ti svelo qualche segreto su come attirare l’attenzione del lettore.
Benvenuto nella mia rubrica dove ogni settimana, di giovedì, pubblicherò un nuovo articolo in cui parlerò di scrittura a 360°.
Sei pronto? Iniziamo!

Dai corsi di scrittura che ho fatto e dalle numerose letture tecniche sullo scrivere, ho imparato che l’incipit ha un ruolo importantissimo nel legare il lettore al testo. È un poco come il primo incontro, l’imprinting nelle relazioni, determinano il futuro dell’interazione tra persone. È la prima impressione quella che conta.

Allora scrivere l’incipit non si può lasciare al caso. Come si avvince dalle prime 10-15 righe un lettore al testo?

Bisogna pensare a qualcosa che solleciti l’attenzione, incuriosisca, ti costringa ad andare oltre per saperne di più. I grandi scrittori iniziano i loro romanzi in modi diversi.

Verga in Rosso Malpelo ti introduce subito il ragazzino rosso arruffato e misero che è il centro del racconto.

“Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre col sentirgli dir sempre a quel modo aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo.”

Banana Yoshimoto in “Un viaggio chiamato vita” introduce il suo romanzo in un modo poetico, ti dice di cosa parlerà la storia e crea in te il desiderio di capire.

“La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive.”

Louisa May Alcott nel suo Piccole donne presenta le quattro ragazzine e già impariamo a conoscerle dalle prime righe.

” «Natale non sarà Natale senza regali», borbottò Jo, stesa sul tappeto. 
«Che cosa tremenda esser poveri!», sospirò Meg, lanciando un’occhiata al suo vecchio vestito. 
«Non è giusto, secondo me, che certe ragazze abbiano un sacco di belle cose e altre nulla», aggiunse la piccola Amy, tirando su col naso con aria offesa. 
«Abbiamo papà e mamma, e abbiamo noi stesse», disse Beth, col tono di chi s’accontenta, dal suo cantuccio.”

Per i miei romanzi ho fatto scelte diverse. Per Lungo il cammino mi sono comportata come Verga, presentando subito Pichica la protagonista; per “200 giorni. La dislessia tra i banchi di scuola e le pieghe della vita” ho infilato il lettore in classe a vivere l’esperienza emotiva forte e spaventosa di un giorno a scuola da dislessica. Ne “L’amore brucia come zolfo” invece il romanzo si apre con un flashforward, cioè catapulto il lettore alla fine della storia e presento il personaggio e l’ambiente in cui la storia si dipana.

Bisogna leggere tanti incipit per imparare, e studiare le scelte dei grandi scrittori per prendere spunto, per trovare input, per assorbire. Io li rileggo più e più volte per studiarli, soprattutto se ho letto il primo capitolo e ho iniziato subito a leggere il secondo.

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